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GIOCA
racconto di
Pietro Cioffi

Il giocattolo si è rotto. Il nome che egli portava non gli era mai piaciuto, ma se lo trascinava stancamente da una vita. Il Nostro Eroe detto Erode creava solo confusione dentro se ma si vedeva molto bene anche fuori.

Il mattino prima l’inizio della nostra storia Erode barborasasi, occhiochiuso ssss...si taglia con rasoio già usato, tipo usogetta. Incurante del sanguegrondante poscia Erode appone dopobarba gel sul peloraso, GEL...GEL...GEL... urla bomboletta sotto al dito, premente il pulsante, di Erode. Ma che succede, nello specchio non ci sei più tu, Erode, ora solo un’ombra spare. Pensi alla tua girlfriend, la sera prima hai litigato, girlfriend, nun te freg, aurevoire, Erode, you take a little piece of my heart, but you cannot SCRASH my brain, skoppia male dentro testa...

"Nun me freg...!!!" urla Erode faccia pulita sangue scorre. Oh, Erode, scrivi scrivi, che ti fa bene, piangi piangi, che ti fa bene, muori muori, a CHI farà bene...

"E’ tempo d’annà a caccià un’altra fig...", che sfig, Erod. Urla, urla ancora la shura del pian de sopra batte il tacco sul pavimento, in testa a Erode troppo chiasso sente la battona del pian de sopra, scopansi alle 8 di mattin ancora il marito, ma il marito è uscito un’ora fa ?!??

Erode colaziona in fretta, caffé bollente trangugia senza zucchero, ché fa male al dentista. Esce chiude dietro di sé il portone di casa scende le scale. "‘sera" dice al portiere che guarda da dietro il giornal sportivo con la pupilla che supera retta linea della pagina, "‘ngiorno" responde e non solleva lo sguardo.

Erode t’aspettano l’autobùs non passa mai quante facce di cazzo in quelle macchine ch’incrocia a piedi Il Nostro Eroe, macchine tutte ferme sbuff...ano tutte veleno di scarico, tutte ferme. T’aspettano, negli 11 piani quanti anni della tua vita a cacciar figa prendi solo sfiga, "skuola, troppo skuola, troppe facce, skuola", pensa Erode. Egli cerca arabo all’uscita, l’arabo vende un sacco di sigarette, arabo vende sigarette fresche fresche, pattuglia Carabinieri ferma davanti ad Erode e "tre pacchetti" e "çinqemila" risponde arabo. "1 pacchetto", "domila", Erode non ha mai avuto troppi soldi.

Pensa ancora girlfriend, mi mentish, pensa, "ma ora la stupish, vedo gradini davanti la Madunin..."

Erode dentro testa vede King Kong, nebbia dell’incubo della notte prima e deprime, si sveglia di notte di soprassalto perché non riesce più a sognar normale. Dove sei, pensa, fata di qualche sogno fa, sogna la fata di qualche tempo fa, quella che disse "stai andando via troppo presto". Quella dei navigli all’una di notte, quella che disse "vieni con me al mare", A-mare, avrebbe voluto essere tanto poco per tanto quanto lui a-mare.

Erode non ammazzar bambini, "Bambin Gesù salvami", non ha Erode figlia chiamata Salomè.

"J’ai Bais Ta Bouche, Iokanaan, J’ai Bais Ta Bouche..."

Pensa sempre girlfriend, ma che hai Erode, non fai che pensar girlfriend, ma t’ha stregat girlfriend? Parlare, parlare, parlare, gira nella testa di Erode una voglia di parlare e non sa come fare. Allora telefono SIP vuole soldi Erode non ha. Erode non soldi mai. Allora telefono ma come, allora Erode duecentolira per strada da sconosciuto con pupilla piccola piccola, alle 11 di mattina ‘sto pusher sta già spadato. Ma un pusher non dorme mai, per lui ogni ora è la stessa ora, non ha ora, cerca sempre to push, push, push...

Erode cambia angolo di piazza, duecentolira a gentleman con cravatta, gilé e giacca di lana, con ‘sto cazzo di caldo come fa. Gentleman non guarda Erode, sbianca di paura a richiesta di 2cento lire per telefonà, gli ammolla un pugno pieno di 5cento lire, bimetallica unica al mondo, Erode prova pietà, tiene una per sé, il resto cinquecentolira il pusher de l’angolo prima, gioisce il pusher e "pregherò in Paradiso per te" e "ma chi te fa entrà" pensa Erode.

Il dito schiacciatasti è veloce stamattina. "Non c’è", risponde interlocutrice d’altro capo. Erode aggancia il telefono, "SGRUNT perché non mi sono tagliato la gola stamattina...?" si chiede. "Io lo so perchè" risponde una vocina flebile flebile e svanish...

Interdetto per un po’ poi pensa è la fame, Erode scivola via e vai a mangiare. Quanto mangi, Erode, meno di un passerotto sazio, non è questa la fame che hai sei seduto a tavola solo per perdere un po’ di tempo.

Il dito schiacciatasti è veloce dopopranzo. "Non c’è", risponde interlocutrice d’altro capo. Erode aggancia il telefono "Dove CAZZO STA!" vorrebbe urlare la gelosia che è in lui poi il dolore si fa più forte e sussurra "dove 6..." e gli scappa lacrimucc...

Erode piedeggia fino a casa, manco il tempo di girarsi intorno siede in scrivania troppo stretta e troppo deserta, lei ora che non c’è. Studia, studia ché ti fa laureà per papà e mammà...

"..som...integr...D/Dt...+o-..." ma niente da fare. Ora che lei non c’è la tua testa non sa dove andare, Il Nostro Eroe. Come 6 triste, come 6 solo, come fa freddo, eppure c’è il sole, domani è festa.

Chiudi un istante gli occhi. L’arnese che per definizione si pone a DRIINare appena chiudi gli occhi obbedisce cieco alla sua natura. Emette un sordo singulto per testimoniare la sua presenza.

"Pronto..."

"Prove del recital, hai la parte, devi provar..."

"Che bella fest, ma sto mal, recito recito parte non importante, ma forse serve e mi impegnerò, perché soffro, perché ho dolore, perché non voglio stare solo mai!??!" e piange Erode.

"Io lo so perché" risponde una vocina flebile flebile e svanish...

Interdetto per un po’ poi pensa è una lacrima che cade sul pavimento, smetti di piangere brutto scemo e vai a recitare.

Notte incede veloce sulle strade, tutto copre, quanti misteri scopre, la notte, l’ambiente di Erode, maschera meglio il volto e la battuta gli è più facile, perché non vede folla "kuante faccie" borse sott’occhi di Erode, più facile mentire quando non ti vede nessuno.

SIP, SIP, SIP il richiamo non controllabile e "2cento lire por favor, una cerveza a malincuor" finalmente da libero sfogo al dito premitore. Veloce, più veloce ancor per dar sollievo al cuor ma:

"Non posso-voglio uscire, non ora, non con te".

SCRASH cade e si rompe "Capisco" dice Erode, la bottiglia di birra da collezione è ormai andata "non importa ne compro un’altra". Erode non soldi mai. Erode soffre. Erode non può esser così, allora vai sotto casa sua lei scende e dic: "Sparish"

Notte, notte avvolgi un cuore rotto

una storia nata chissà perché,

per chi merita amore,

non voglia di dolore,

non esser più solo

sembra un’illusione,

poter spiccare il volo

soltanto immaginazione,

notte notte veglia su Erode matto.

Notte notte non abbandona ancora Il Nostro Eroe. Egli si sveglia che il treno è già partito. Quante ore trascorreranno fra le volute del fumo delle sigarette dell’arabo. Quando arriverà il treno. Ella non sa perché glielo hai tenuto nascosto, solo per non ferire, solo per non lasciare, solo per non sparire. Perché sembra così inevitabile. Perché sai cosa accadrà quando tornerai. "Tempo, inesistente tempo, inconsistente impalpabile evanescente incosciente tempo, trascorri ora, in fretta, fa che io ritorni presto ad incontrar le sue braccia, le sue labbra, ascolti ancora le sue parole", soffrì Erode.

ERODE, ‘AZZ FAI, DOVEVI TUONAR ALTR FIG...!

‘Sta città più grossa inghiotte Erode sconosciuto. Erode ora non è più Erode, non ti conoscono e non ti aspettano, libero libero vola fra i palazzi pieni di formiche, libero libero s’adopra il piccione a liberarsi del piombo dello smog, qui pur le fig sembran preda del piombo dello smog, libere libere non notano Erod.

Sssshhh...t. Dormi, dormi, svegliati solo fra le sue braccia.

Venne quel giorno e non fu l’amore, fisico. Erode amò, moltissimo. Vien stasera, Erod, vien inizio nostra storia. Il Nostro Eroe era buono buono, gli piaceva giocare perché nel gioco trovava amore e senza amore non sapeva giocare. Erode ora non devi 2centolirà nessuno per telefonà, telefoni da casa tua. "Non c’è", dice interlocutrice d’altro capo. "Non c’è" dice dopo 2 ore. "Non c’è" ha detto per un giorno intero.

"Finalmente..." dice Erod, "...vedo calare il sole. Viene il buio, ora".

"Vieni ora. Ascolterai una parola, sola".

Notte avvolge tutto ancora. Non sogni, non vedi, chiudi gli occhi, l’orologio della torre "manco fosse Londra" emana i suoi urli che ti rimbombano in testa. Cosa fai, come ti senti. Hai i presentimenti, or dice "Addio" nun ze po’ dì, skoppia più male dentro testa, sapevi che veniva sapevi questo momento diceva ...MILLE PICCOLI FORI NEL CUORE PIANGONO SANGUE BAMBIN GESU’ COSA FARO’...!

‘Sta macchina non ha fari. Il treno corre ancor veloce. Corre. Corre.

Erode A.: "Danza, Salomè, danza per me e ti darò tutto ciò che vuoi"

Salomè: "Danzerò per te, se mi darai ciò che voglio. J’ai bais ta bouche, Iokanaan. Danzerò per te, patriarca, ma dammi la testa del profeta"

E si è rotto, il giocattolo si è rotto.

"Io lo so perché", disse la vocina flebile flebile d’un Angelo del Cielo, "tu hai desiderato solo amore".

Il piccolo cuore del Nostro Eroe rotolò, sembrò danzare sull’asfalto.

J’AI BAIS TA BOUCHE.

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