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LA BALLATA DELL'ANGELO SENZ'ALI
ballata di
Pietro Cioffi

Basterà la luce del disco d’oro del Sole
Basterà il freddo del buio della Notte
Sarà il ricordo di un volo nell’azzurro del Cielo
Sentirai ancora la gloria dell’Immensa Libertà.

Oh no! Poggi i nudi piedi sulla Terra umida
A cercar volti immobili dall’espressione pallida
Che ti insegnino a camminare come sulla riva del mare
Le impronte tue perfette saranno cancellate

Così che nessuno mai sappia chi le ha lasciate.
Chiusi in te appariranno mille destini
Come lampi di rimembranza scorti fra le nuvole
Che ti mostrano solo sabbia scivolarti fra le mani.

Agita il moncherino sulle spalle, Dio, no,
non più penne e piume che ti facevano volare…

E sogni e segni perché non sai parlare
non avevi bisogno tu, che sei un angelo caduto giù…

Mani bagnate da questo freddo sale che non conoscevi
E adesso sgorga senza fine dal tuo volto desolato
Come spuma delle onde del mare mai stanche
di oscillare preda dei venti di un oscuro temporale.

Fiamma illumina l’evento desolante
Non voluto non desiderato scivolare dal Cielo
Immenso esausto dei tuoi voli silenziosi discreti
Ignaro di quali siano della Terra i segreti.

Oh no! Poggi i nudi piedi sulla Terra umida
Ancora come i bambini non sai camminare
A cui è sconosciuta l’arte del retto andare
Barcolli preda dei venti di un oscuro temporale.

Lampi filtrano nell’aria amara ed illuminano
L’insicuro procedere fra ombre di dolore
Che ammantate di solitudine cercano
L’essere che un giorno seppe di saper volare.

Basterà la luce del disco d’oro del Sole
A farti provare ora la gloria dell’Immensa Libertà
Agita le ali nell’aria calma e serena
E spicca il volo percorrendo migliaia di leghe a gran velocità.

E’ un sogno! Miracolo di un’ora un giorno un mese
Perché tale fu l’amore che il Dio del Tempo condannò
All’estinzione, per i corpi fragili di piume soffici
mostrate al mondo per vanità e per felicità.

Il vento forte soffia ancora ed esse stese
Facendone tappeto per piacere agli Uomini
Crudeli che i miracoli credettero inesistenti
Ma solo il gioco di altri Uomini più potenti.

Vedi volti immobili dall’espressione pallida
Riflessa da luci di un temporale in riva al mare
Mentre il buio domina i raggi di Sole
Nati per splendere su ali bianche portatrici d’Amore.

Ora sei qui, a contemplare e piangere
Su questa sabbia, fra le dita delle mani,
Non conoscevi questo umido sale
Segno di Vita ma anche di Morte.

Ti abbagliano i lampi e piove forte
Ma cerchi ancora un varco fra le nuvole scure
Ad intravedere un raggio di Sole
Se sbuca ad indicare qual è la sorte

E poter andare verso quella parte
Del mondo e del Cielo dove non regna la Morte
Ma solo ali bianche per chi ha voglia
Di ritornare a provare l’ubriachezza del volo.

Dov’è la luce, dov’è la Vita,
Dov’è la speranza mai dimenticata
Angelo, Angelo, lo eri davvero,
Forse, o solo forma di notte sognata.

Ah, raggi di luce sopra le nuvole dove siete,
Mirate le ombre dell’ormai condannato,
Assolvete i peccati il dolore le colpe
Risplendete ancora sulle sue ali di seta!

Temporale, nuvole scure, cessate ora che il tempo è giunto
Perché risplenda la vita d’un essere che seppe volare
Oppure rimanete ma l’oscurità sia più fitta più cupa
Che il buio opprima per sempre quest’anima muta.

Ah! Splenderai ancora dolce forma di luce
O nera rimarrai fredda sagoma di terrore.

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