Basterà
la luce del disco d’oro del Sole
Basterà
il freddo del buio della Notte
Sarà
il ricordo di un volo nell’azzurro del Cielo
Sentirai
ancora la gloria dell’Immensa Libertà.
Oh
no! Poggi i nudi piedi sulla Terra umida
A
cercar volti immobili dall’espressione pallida
Che
ti insegnino a camminare come sulla riva del mare
Le
impronte tue perfette saranno cancellate
Così
che nessuno mai sappia chi le ha lasciate.
Chiusi
in te appariranno mille destini
Come
lampi di rimembranza scorti fra le nuvole
Che
ti mostrano solo sabbia scivolarti fra le mani.
Agita
il moncherino sulle spalle, Dio, no,
non
più penne e piume che ti facevano volare…
E
sogni e segni perché non sai parlare
non
avevi bisogno tu, che sei un angelo caduto giù…
Mani
bagnate da questo freddo sale che non conoscevi
E
adesso sgorga senza fine dal tuo volto desolato
Come
spuma delle onde del mare mai stanche
di
oscillare preda dei venti di un oscuro temporale.
Fiamma
illumina l’evento desolante
Non
voluto non desiderato scivolare dal Cielo
Immenso
esausto dei tuoi voli silenziosi discreti
Ignaro
di quali siano della Terra i segreti.
Oh
no! Poggi i nudi piedi sulla Terra umida
Ancora
come i bambini non sai camminare
A
cui è sconosciuta l’arte del retto andare
Barcolli
preda dei venti di un oscuro temporale.
Lampi
filtrano nell’aria amara ed illuminano
L’insicuro
procedere fra ombre di dolore
Che
ammantate di solitudine cercano
L’essere
che un giorno seppe di saper volare.
Basterà
la luce del disco d’oro del Sole
A
farti provare ora la gloria dell’Immensa Libertà
Agita
le ali nell’aria calma e serena
E
spicca il volo percorrendo migliaia di leghe a gran velocità.
E’
un sogno! Miracolo di un’ora un giorno un mese
Perché
tale fu l’amore che il Dio del Tempo condannò
All’estinzione,
per i corpi fragili di piume soffici
mostrate
al mondo per vanità e per felicità.
Il
vento forte soffia ancora ed esse stese
Facendone
tappeto per piacere agli Uomini
Crudeli
che i miracoli credettero inesistenti
Ma
solo il gioco di altri Uomini più potenti.
Vedi
volti immobili dall’espressione pallida
Riflessa
da luci di un temporale in riva al mare
Mentre
il buio domina i raggi di Sole
Nati
per splendere su ali bianche portatrici d’Amore.
Ora
sei qui, a contemplare e piangere
Su
questa sabbia, fra le dita delle mani,
Non
conoscevi questo umido sale
Segno
di Vita ma anche di Morte.
Ti
abbagliano i lampi e piove forte
Ma
cerchi ancora un varco fra le nuvole scure
Ad
intravedere un raggio di Sole
Se
sbuca ad indicare qual è la sorte
E
poter andare verso quella parte
Del
mondo e del Cielo dove non regna la Morte
Ma
solo ali bianche per chi ha voglia
Di
ritornare a provare l’ubriachezza del volo.
Dov’è
la luce, dov’è la Vita,
Dov’è
la speranza mai dimenticata
Angelo,
Angelo, lo eri davvero,
Forse,
o solo forma di notte sognata.
Ah,
raggi di luce sopra le nuvole dove siete,
Mirate
le ombre dell’ormai condannato,
Assolvete
i peccati il dolore le colpe
Risplendete
ancora sulle sue ali di seta!
Temporale,
nuvole scure, cessate ora che il tempo è giunto
Perché
risplenda la vita d’un essere che seppe volare
Oppure
rimanete ma l’oscurità sia più fitta più cupa
Che
il buio opprima per sempre quest’anima muta.
Ah!
Splenderai ancora dolce forma di luce
O
nera rimarrai fredda sagoma di terrore.
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