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UN ATTIMO DI SANA DEPRESSIONE
versi sciolti di
Nietzsche

Sai quando guardi avanti perché fa paura girarsi indietro? Quando avanti è notte oscura, appena tagliata dal tuo misero debole pensiero di speranza? Tutto è ombra pesante. Cerchi i contorni. Crei linee sottili sottili. Calchi forte. Con rabbia. Con l’agitato tormento di un pianto dirotto. Cerchi disperatamente di raggiungere l’idea semplice di un giocoso bambino. Vorresti disegnare la felicità. Per poi ammirarla puerilmente soddisfatto. Dipingi archi colorati in un cielo rotto, macchiato, ora tenebrosamente mansueto. Scivola veloce, come quella lacrima. Che bagna,dissolve quel troppo dolce canto ammaliante. E tutto diviene oscurità impenetrabile. Imperscrutabile. Cadi senza inciampare, gettato via da quel fantasma che scandisce sempre la miseria, vuota e triste della tua stentata forzata dolce condanna.

Un foglio bianco. Una matita. E troppi tristi pensieri. La notte. E le mie paure piene di speranze. Poca voglia. Perché è difficile sperare ora. Ora che vorrei fermare il tempo per capire, capire appena qualcosa. Qualcosa forse di incredibilmente grande. Spaventosamente intrigante. Luccicante. Come di qualcosa che costa caro. Più della tua stessa vita. Disegnata, costruita lentamente quella sera forse d’estate quando hai saputo ancora una volta di sentirti solo. Quando hai rivisto chiudersi la porta della fuga. Da un mondo complicato che ora odi. Quasi quanto quello che sei diventato. La rabbia che hai dentro riuscirebbe a far esplodere il tuo universo. O semplicemente a distruggerti lentamente. Si insinua ovunque. Non riesci a vedere quello che vorresti o semplicemente quello che c’è davanti a te. E peggio, a sentire quello che è importante. Visto che tutto è uguale. Nessuna sfumatura. Solo una grossa macchia nera che ti soffoca. Ogni giorno di più… .

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