L'ARRIVO
DI SPETTERS
horror
di
Daniele
Orlandini
Era una domenica primaverile e a Perignano era una bella giornata. Quasi tutti i giovani volevano andare al mare.
Non però Alessandro e neanche tre dei suoi amici, loro infatti volevano andare in discoteca speravano di riuscire a conoscere alcune ragazze già da loro precedentemente adocchiate.
Erano tutti e quattro belli e benestanti. Non gli sarebbe stato difficile fare nuove conquiste, bastava avessero un po’ di grinta. Alessandro addirittura era talmente conteso che molte lo andavano a cercare a casa. Lo stesso Graziano mentre Marco riusciva spesso grazie alla sua simpatia e Riccardo aveva la battuta pronta per ogni occasione . Un altro ragazzo un tempo faceva parte di quel gruppo, ma era misteriosamente scomparso ed era proprio lui l’argomento della loro conversazione durante il tragitto.
"Qualche mese fa Daniele era con noi e adesso è scomparso e non fa ritorno, non riescono a trovarlo, che cosa gli sarà successo?"
Riccardo sospirando alzò le spalle:" non lo so! A me ha detto solamente che doveva sbrigare delle faccende da solo. Infatti se ricordate bene i giorni che precedettero la sua scomparsa lui quasi non usciva più."
" Era come…. Non so, come se rimuginasse su qualcosa, come se avesse un importante decisione da prendere e non sapesse decidersi. Sembrava quasi come se si trovasse tra due fuochi, come se si trovasse immerso nella melma fino al collo e non sapesse come uscirne, almeno era questa l’impressione che mi dava con i suoi discorsi. Però non si confidava nonostante lo avessi invitato a farlo, ma era divenuto scontroso e chiuso in se stesso."
" Per la verità io ci ho parlato il giorno prima che sparisse, ricordo benissimo le sue parole, perché mi allarmarono non poco!"
Flashback:
il giorno prima della sua scomparsa, Daniele andò dal suo migliore amico e compagno di lotte Alessandro.
"Alessandro, ne abbiamo passate tante, tu sei il mio migliore amico per cui voglio confidarti una cosa molto importante."
" Confidati pure, sai che puoi contare sul mio aiuto e quello dei ragazzi!"
"Le tue parole mi sono di grande conforto! Fino ad ora ci siamo sempre guardati le spalle l’un l’altro, in molti casi mi hai aiutato molto!"
"Lo farò ancora stai tranquillo! Anch’io devo molto a te, tutti debbono molto a te! Però ora confidati, poiché dal tuo ansimare si vede benissimo che c’è qualcosa che ti rode."
Daniele sospirò: " Vedi giusto! Però purtroppo questa volta nè tu nè i ragazzi potete nulla. Si tratta di una cosa terribile che però devo risolvere da solo. Mi trovo sull’orlo di un precipizio di cui non vedo la fine.
Devo prendere una decisione che probabilmente comprometterà il mio avvenire! E la cosa peggiore è che non posso fare a meno di prendere questa decisione, non posso fare a meno di saltare in questo precipizio."
E dopo si chinò singhiozzando.
Preoccupato per l’amico Alessandro incalzò.
"Cosa è successo di tanto terribile? Qual’ è questa terribile decisione che devi prendere?"
" Questo amico mio non posso assolutamente dirtelo, ti posso solamente dire che tutto cambierà anche se quello che accadrà è oltre le mie previsioni. Comunque voglio che tu sappia una cosa, qualunque cosa accada e qualunque cosa possano dire di me sappi che il mio solo interesse è sempre stato quello di fare del bene, anche se a volte per fare del bene sei costretto a rinnegare te stesso." – Disse Daniele abbassando gli occhi .
Quelle furono le ultime parole di Daniele udite da Alessandro, infatti il giorno dopo non tornò a casa.
"Ricordo bene lo scompiglio che ci fu! I suoi familiari erano tutti allarmati!" Disse Riccardo.
"Ora basta parlarne però! Altrimenti saremmo di cattivo umore! Pensiamo a divertirci, dopotutto è domenica e anche lui amava divertirsi la domenica! Divertiamoci anche per lui e teniamogli in caldo una ragazza per quando tornerà."
Arrivarono alla discoteca molto presto rimanendo un po’ fuori per osservare le ragazze che entravano.
Ne passarono molte delle quali alcune erano davvero carine, una in particolare che fece perfino l’occhiolino a Alessandro. Lui, senza perdere tempo le andò dietro e non gli fu difficile attaccare discorso con lei.
Però anche gli altri non furono da meno, infatti riuscirono, insistendo pochissimo, a fare amicizia con ragazze altrettanto carine.
Il bene iniziale venne subito comunque compensato dal male, infatti alcuni ragazzacci, invidiosi delle conquiste dei quattro amici, si raggrupparono con altri facendo ogni genere di scherzo in particolare modo a Alessandro.
Quest’ultimo, dato che voleva solo divertirsi e non scatenare una rissa, per un po’ tentò di ignorare e stare calmo, però quando vide che esagerarono (uno di loro versò il caffè addosso alla ragazza) decise che era venuto il momento di dar loro una lezione di buone maniere:
afferrò la mano a uno di loro senza mettere troppa forza. Lui, credendolo un debole strinse con forza tentando di stritolargli la mano. Con sua grande sorpresa e indignazione vide però che Alessandro rimaneva tranquillo.
Pensò, forse sperò che fingesse e che in realtà non resisteva dal dolore così si concentrò per stringere di più.
Però sentì lui stesso un forte dolore. Dapprincipio tentò di non farlo notare ma la mano di Alessandro stringeva sempre di più, pareva fosse d’acciaio. Alla fine, quando il dolore divenne insopportabile il ragazzaccio non ce la fece più a fingere e iniziò a urlare a squarciagola, poi si chinò piagnucolando e supplicando.
Un altro di quei ragazzacci tentò di colpirlo ma Alessandro, colpendo dal basso verso l’alto arrivò al suo mento con un tremendo colpo che gli fece volare qualche dente.
Comunque la rissa (almeno quella che volevano fare quei ragazzacci) ebbe subito termine, infatti un branco di militari ubriachi si era messo a fare confusione e i ragazzacci furono i primi a prenderle sode perché si credevano di fare i furbi. Poi le presero anche i buttafuori, i militari spaccarono loro i denti con delle spranghe di ferro.
Il bello comunque venne quando i militari iniziarono a molestare delle ragazze, quelle che si rifiutavano venivano picchiate. Poi un militare prese per un braccio la ragazza che si trovava con Alessandro, il quale, infuriato, parlò al militare sforzandosi di ragionare con lui. Il militare non voleva capire allora Alessandro riprovò.
Il militare addirittura gli rise in faccia dopo il secondo tentativo ma Alessandro sforzandosi riprovò una terza volta . Il militare lo mandò a quel paese allora Alessandro lasciò partire il pugno che tanto aveva trattenuto.
Al militare volarono per terra tutti i denti, ma questo fatto destò l’attenzione di tutti gli altri militari i quali si gettarono velocemente addosso ad Alessandro.
Allargando le braccia sbaragliò la prima mandata, ma i militari erano una cinquantina e tutti molto forti .
Inevitabilmente finirono per avere la meglio su di lui e i suoi amici accorsi in suo aiuto.
Poi uno dei militari esagerò: dopo aver preso un accendino diede fuoco ai capelli di una ragazza la quale, spaventata a morte iniziò a correre con la chioma in fiamme mentre i militari sadicamente ridevano.
In quel momento il fuoco si spense a causa di una ventata improvvisa prima che potesse fare dei danni alla ragazza, poi una moto che parve passare attraverso il muro entrò nella discoteca e salì le scale.
La cosa avvenne talmente in fretta che nessuno riuscì a vedere bene il guidatore, videro solo la sua sagoma.
Un militare, incazzato per essere stato privato del divertimento salì le scale a sua volta solo per tornare giù in fiamme urlando.
Un altro venne trovato impiccato mentre il rombo della moto continuava creando un aura di terrore tra i militari, i quali comunque tentavano di farsi coraggio brandendo spranghe e coltelli per far fuori il misterioso motociclista.
Però uno per uno vennero eliminati nei modi più diversi: uno si trovò a fare il volo dalla finestra più alta; un altro si trovò senza un pezzo di gola ; due vennero infilzati assieme da un arpione; uno si trovò un ascia piantata in piena faccia; uno si mangiò un grosso sasso; uno si prese le dita negli occhi; a un altro venne fatta volare via la mascella con una pedata; a un altro fu fatto sparire il naso con un pugno sovrumano mentre una gran parte di loro andò semplicemente a schiantarsi contro le pareti dopo aver tentato vanamente di fare fronte al misterioso uomo con la moto.
Comunque anche Alessandro non stette fermo, dopo essersi liberato diede una mano allo sconosciuto.
Stritolò la mano a un militare mentre a un altro con un pugno gli fece piegare la testa di lato.
I militari erano quasi tutti sistemati. I pochi ancora operativi tentavano di chiamare aiuto via radio.
Il trasmettitore però improvvisamente esplose e pezzi di metallo rovente si conficcarono addosso ai militari.
Quello che teneva la radio in mano aveva la mano nera e gli era partito qualche dito.
Gli altri tentavano ancora di fermare il misterioso personaggio, del quale si riusciva ad intravedere soltanto il contorno e si notava anche il fatto che vestiva di rosso, probabilmente aveva una calzamaglia.
Una gettata di acido solforico in faccia scoraggiò il militare che si trovava più avanti, mentre altri due furono invece scoraggiati quando lo sconosciuto cavò loro gli occhi con un rapidissimo movimento.
L’ultimo dei militari tentò la fuga ma, arrivato alla porta si accorse con orrore che non si apriva.
Vedendo lo sconosciuto dietro di lui provò a chiedere pietà.
In quel momento un ringhio spaventoso venne udito in tutta la discoteca, seguito da un urlo di dolore disumano, poi ogni grido cessò. La moto fu vista andar via e per la seconda volta sembrò che attraversasse il muro, mentre il militare rimase in piedi davanti alla porta .
Le luci quando vennero accese rivelarono però un agghiacciante verità: il militare era rimasto in piedi davanti
Alla porta perché vi era stato inchiodato e col suo sangue per terra c’era la scritta SPETTERS IL ROSSO.
A quella visione la gente rabbrividì e mormoravano tra loro facendo commenti sul fatto.
"Mio Dio! Spetters! Era Spetters allora! E’ stato lui che ha sconfitto i militari! E’ terribile! Quel mostro ha terrorizzato mezza Italia!" Disse una ragazza.
"Si , però avevano detto che era morto!" Disse un ragazzo.
"Si saranno sbagliati! Molte volte era stato dato per morto ma è sempre tornato" disse un altro.
Tutti bene di Spetters, infatti al telegiornale per molto tempo ne parlavano, da alcuni mesi un terribile criminale che rivendicava quel nome aveva iniziato a uccidere, lasciandosi dietro una paurosa scia di cadaveri con la sua firma scritta per terra col sangue delle sue vittime. Fino ad allora aveva colpito perlopiù al nord della penisola distruggendo un circolo sottufficiali, usando una chiesa per esperimenti di magia nera, lanciando maledizioni e uccidendo chiunque si trovasse sulla sua strada.
La polizia arrivò in fretta arrestando i militari ancora vivi(due o tre soli non di più) e facendo delle domande su Spetters. Ma nessuno lo aveva visto bene inoltre erano spaventati da lui.
Tornando a casa i quattro amici parlavano di Spetters:
"A sentire ciò che dice la gente Spetters è davvero una minaccia, nessuno adesso sarà più al sicuro." Disse Riccardo.
"Dipende dai punti di vista. Intanto ci ha salvato dai militari, non so cosa sarebbe successo se non fosse intervenuto lui, probabilmente una ragazza sarebbe rimasta sfigurata o peggio tanto per cominciare per non parlare di quello che sarebbe successo a noi e a molta altra gente. Per quanto riguarda il circolo sottufficiali al telegiornale dissero in seguito che erano stati scoperti traffici di droga legati ad esso a scapito dei ragazzi delle scuole medie vicine."
Disse Alessandro con voce grave.
Riccardo sussultò:" Dico! Non ti starai per caso mettendo dalla parte di quel criminale!"
"Io sto solo raccontando i fatti, poi ognuno giudichi da solo."
"Sapete una cosa ragazzi? La scomparsa di Daniele coincide più o meno con l’arrivo di Spetters! Secondo me lui ha fatto qualcosa a Daniele, forse lo ricattava!" Disse Graziano.
"Non hai prove per affermare ciò! Anzi sapete cosa farò? Chiederò a Spetters di aiutarmi a trovare Daniele, metterò un annuncio sul giornale." Disse Alessandro.
"Ma sei impazzito!?! Non dirai sul serio! Quello ti ammazza senza pensarci due volte!" Disse Riccardo.
"Io gli chiedo solo un favore! Lo pago anche se mi aiuta, perché dovrebbe uccidermi?" Disse Alessandro.
Qualche giorno dopo Alessandro stava facendo una girata in macchina quando gli scoppiarono due ruote.
Erano stati dei militari a spararci perché, avendo letto l’annuncio sul giornale pensavano che Alessandro sapesse dove trovare Spetters per poter vendicare i loro amici.
Alessandro non sapeva nulla, ma loro non volevano capirlo e diedero fuoco alla sua macchina, poi lo minacciarono con una torcia fiammeggiante.
Improvvisamente uno di loro venne afferrato e tirato sopra un albero da qualcosa. I militari lo videro sparire tra le foglie che improvvisamente si macchiarono di sangue.
Un militare notò un ombra muoversi e sparò senza però colpire nessuno e non riuscì a sparare di nuovo perché un pugnale lo colpì conficcandoglisi in un occhio e raggiungendogli il cervello. Dalla ferita il sangue sbrillava come da una fontana e il militare rimase alcuni secondi in piedi dondolando prima di cadere con la faccia per terra facendo così in modo che il pugnale si conficcasse ancora più in profondità. Sotto di lui si era formata una pozza di sangue. Poi, velocemente, qualcuno passò in mezzo a loro, prese la torcia e successivamente i militari sentirono arrivarsi addosso dell’alcool. Poi la torcia volò in mezzo a loro. Trasformati in torce umane corsero via urlando.
Alessandro non riuscì a vederlo bene ma capì che si trattava di Spetters il rosso e lo chiamò, ma lui rimase nascosto dietro la siepe e Alessandro non riusciva a vederlo.
"Tu sei Spetters vero?"
"Può darsi, che cosa vuoi da me’"
"Vorrei il tuo aiuto per ritrovare un mio amico scomparso, Daniele Orlandini!"
"Non posso aiutarti! Lascia perdere! E’ meglio se non ti immischi in certe cose:"
"Perché?"
"Credo di sapere cosa gli è successo! Non si può più fare nulla per lui. Potrebbe anche tornare, ma non sarà più lo stesso Daniele che conoscevi."
"Come puoi dirlo?"
"Non hai detto che sono Spetters?" Disse lo sconosciuto andandosene.
Alessandro era molto preoccupato per il suo amico. Sentiva che Spetters gli aveva detto la verità e si rendeva conto che doveva trovarsi in guai grossi. Però non si dette per vinto e continuò a fare domande in giro e a cercarlo.
Le teorie sulla scomparsa di Daniele erano molteplici: c’era chi sosteneva che si fosse dato alla droga; chi diceva che era stato rapito dagli ufo; qualcuno diceva che si era suicidato per delusioni amorose e qualcuno addirittura pensava che fosse andato a lavorare per il governo in segreto.
Per Alessandro erano tutte assurdità, infatti Daniele stava lontano dall’alcol e non aveva mai fumato una sigaretta, figurarsi se si drogava, ed era anche da scartare l’ipotesi che lavorasse per il governo dato che lo detestava, inoltre era da scartare la poco credibile ipotesi degli ufo e mai, per nessuna ragione al mondo si sarebbe suicidato.
Alessandro punzecchiava i suoi amici per andare alla ricerca di Daniele e, dopo aver raccontato loro del suo dialogo con Spetters li esortava con rinnovato zelo.
Tutti e quattro alla fine decisero di recarsi da un potentissimo medium specializzato in persone scomparse.
La strada per arrivare al medium era tutta buia. La tetra casa sul fondo della strada sterrata sembrava uscita da un film dell’orrore. I quattro si chiedevano cosa li aspettasse lì dentro e quasi volevano rinunciare.
Ma Alessandro, nonostante anche lui avesse i brividi, sapeva che il medium non era un ciarlatano e poteva essere l’unica speranza di trovare l’amico scomparso, per cui forzò per non rinunciare.
Bussarono alla porta : una vecchia dall’aspetto sinistro gli aprì indicandogli la sala senza dire una parola.
Si impressionarono ancora di più entrando nella sala: era una stanza tetra e buia. Poche candele illuminavano le pareti, tappezzate con immagini sinistre.
Il medium, un tipo molto magro con la faccia quasi scheletrica li fece sedere al tavolino e loro chiesero se poteva aiutarli a rintracciare Daniele, Alessandro gli diede anche degli oggetti appartenuti all’amico e una sua foto.
Il medium abbassò lo sguardo verso gli oggetti poi parlò:
"Adesso chiederò al mio spirito guida, formate la catena medianica e svuotate le vostre menti"
La voce del medium era tremula e cupa, Alessandro era sempre più convinto che non fosse una buona idea ma dato che ormai erano in ballo tanto valeva andare fino in fondo.
Il medium disse mentre loro si concentravano che avrebbe anche tentato di contattare lo spirito di Daniele, cosa che avrebbe verificato se era vivo o morto.
Il medium chiamò lo spirito di Daniele e sembrò che un qualcosa entrasse dentro di lui. Poi però iniziò ad agitarsi, a sbavare e a vomitare sangue, poi una forza sconosciuta lo spinse contro il muro. Dopo iniziò a levitare trà lo sbigottimento e la paura dei quattro e, con una voce che non era la sua iniziò a parlare.
" Daniele…. Daniele vedo morte ma no! Vedo anche terrore e distruzione! Scelte terribili sono state fatte! Daniele dato sua vita, ma le conseguenze….. adesso un essere terribile si aggira sulla terra…. Nessuno sicuro mai più……."
Poi il corpo del medium cadde per terra iniziando a tremare. Le sue pupille erano diventate bianche e non riusciva più a riprendersi. I quattro erano terrorizzati. Dopo quindici minuti arrivò la vecchia che riuscì, con molta fatica a farlo riprendere.
Il medium si rialzò tutto intontito e i quattro amici lo aiutarono a sedersi.
" Cos’è successo? Che notizie ci dai del nostro amico?" Chiese Alessandro.
Il medium li guardò tutti male per alcuni secondi, poi gridò a squarciagola.
"Fuori di qui ! Fuoriiiiiiiiiiiii!!!!"
"Ma dobbiamo sapere del nostro amico….."Disse Graziano.
"Fuoriiiiiiii!!!!!! Andate via e non tornate mai più! Non ho niente da dire!"
"No! E’ evidente che hai scoperto qualcosa e non andremo via finche non ci avrai detto tutto!" Disse Alessandro.
"Non c’è nulla da dire credete a me se vi dico che è meglio non immischiarsi in certe cose! Prendete i vostri soldi e andatevene!"
Li buttò letteralmente fuori. Rimasto solo, ripensò alla seduta, alle cose inconcepibili che gli erano state rivelate.
Non c’era alcun dubbio, Daniele era morto, ma poi era ritornato in vita richiamato da forze oscure.
Tutta l’umanità avrebbe patito per le nefandezze inconcepibili che erano successe. Il medium sapeva a cosa sarebbe andato incontro il mondo, sapeva ma non aveva il coraggio di rivelarlo, tanto sapeva che ne lui ne altri avrebbero potuto farci nulla.
Intanto un'altra idea balenò nella mente di Alessandro, e la fece presente agli altri, quella che Daniele fosse andato ad allenarsi al Castello Degli Spettri.
Il Castello Degli Spettri, così era chiamata una zona maledetta adiacente al paese. Era una zona recintata dichiarata stato indipendente ove gli abitanti erano ridotti in schiavitù. Al centro della zona vi era un enorme castello ove venivano allenati giovani ai quali venivano promessi straordinari poteri.
L’unica condizione era quella di trasferirsi al castello per diversi mesi senza mai uscire.
Però molti di quelli andati là erano scomparsi. Alessandro si chiedeva come mai il governo italiano non intervenisse, dato che anche se la zona era molto grande, mancava dell’appoggio di ogni partito, del governo italiano e anche di ogni governo straniero.
Daniele, attratto com’era dal mistero avrebbe potuto anche addentrarsi laggiù.
Alessandro avrebbe voluto impegnare i ragazzi per una missione laggiù alla ricerca di Daniele, ma tutti, tranne lui , erano impegnati in una missione in terra straniera per cui tentò di convincere i suoi 3 amici ad andare laggiù a cercare Daniele.
"Ma ti sei bevuto il cervello? Nessuno esce vivi da là, nessuno!" Disse Graziano.
"Questo non puoi dirlo! Sappiamo solo che chi è andato là è scomparso, anzi, si presume dato che nessuno ha mai detto apertamente che andava là." Disse Alessandro.
"E’ vero! Però, anche se nessuno lo ha mai detto apertamente, si sapeva da altre persone che gli scomparsi avevano più volte manifestato l’intenzione di andare laggiù." Disse Riccardo.
In quel momento giunse il fratello minore di Alessandro il quale aveva udito buona parte della conversazione.
"Va bene! Se nessuno di voi vuole venire andrò da solo!" Disse Alessandro.
"Non lo fare!" Disse suo fratello.
"Ma Daniele potrebbe essere tenuto prigioniero! Devo tentare di trovarlo, lui mi ha salvato la vita molte volte, e ha anche salvato molta gente, non possiamo lasciarlo perdere, se c’è una possibilità, anche una sola di trovarlo…." Disse Alessandro.
"Cosa vuoi dire con questo? Sappiamo che è un tipo in gamba ma tù lo descrivi come un eroe, c’è qualcosa che non sappiamo?" Disse Marco.
" Va bene! Dovete sapere che io, lui e altri ragazzi…."
"Ci andrò io! Tu devi rimanere non ricordi?" Lo interruppe suo fratello.
Poi lo chiamò da parte:
"Non devi rivelare cosa fate tu e i ragazzi, cercate di mantenere l’anonimato."
"Non preoccuparti, non siamo mai stati troppo anonimi, in molti sanno già delle nostre imprese, tempo poco e diverremo un gruppo ufficiale come il Pronto Intervento." Disse Alessandro.
"Va bene, comunque finche potete state in incognita, comunque andrò io a cercare Daniele! E’ tanto che voglio prendere parte alle vostre imprese e adesso ne ho l’occasione!"
"Non sene parla! E’ pericoloso, e tu non sei ancora preparato a correre simili rischi!"
" Però adesso sei l’unico dei ragazzi rimasto qui e hai la responsabilità di fare la guardia alla sede! Devi stare alla radio per eventuali richieste d’aiuto, inoltre devi anche essere pronto a intervenire in caso di emergenza! Se scompari anche tu chi farà queste cose?"
Alessandro chinò il capo." Hai ragione ma non ho scelta, tanto i miei compagni non avranno certo bisogno di aiuto, qualunque sia la minaccia certamente la spunteranno, inoltre la sede per qualche giorno potrà restare Vuota."
"Non sono d’accordo! Se sono andati tutti assieme deve essere qualcosa di terribile, e non puoi permetterti di tralasciare la possibilità che abbiano bisogno d’aiuto! Senti, andrò laggiù e poi riferirò a tè cosa ho visto!"
"No! Troveremo un'altra soluzione!"
Poi si riunirono nuovamente agli altri e tutti assieme andarono a spasso per le strade del paese.
Erano arrivati sulla piazza principale e si sedettero sulla panchina, osservando le stelle e le belle ragazze che passavano di tanto in tanto.
Però la loro quiete era destinata ad essere interrotta perché quattro teppisti armati li assalirono mettendo fuori combattimento Graziano, Marco e Riccardo.
Però Alessandro era abituato a situazioni simili e suo fratello era stato allenato da lui per cui in breve tempo sbaragliarono i quattro teppisti.
" Sono alcuni teppisti che io e i ragazzi abbiamo sgominato mesi fa! Se sono di nuovo in giro non potrò certo andarmene, devo rimanere per contrastarli ! Però cercherò Daniele in ogni modo e quando i ragazzi torneranno invaderemo il Castello Degli Spettri!" Disse Alessandro.
"Nel frattempo io farò delle indagini sul Castello Degli Spettri!"
"Sei testardo! No! E’ troppo pericoloso! Non sei ancora abbastanza allenato!"
"Ormai ho deciso! "Disse suo fratello andandosene.
Alessandro era preoccupato, sia per Daniele che per suo fratello, il quale pareva ignaro del rischio che correva.
Così andò a casa per cercare di dissuaderlo.
Intanto, nella notte, un gruppo di spacciatori aveva bloccato una ragazza di 16 anni e volevano darle la droga per forza. Graziano, passando di lì per andare a casa notò la scena e si fermò per intervenire. Però un tremendo diretto lo stese subito e con la siringa uno di loro tentò di drogarlo. Ma qualcosa gli cadde addosso da un albero, una terribile sagoma a forma di persona che era feroce come una belva. In poco tempo il criminale si ritrovò con la gola squarciata. I suoi compagni non riuscivano a vedere chi l’aveva ridotto così perché era buio e lui stava nell’ombra. Tentarono di sparare, ma non lo colpirono e quello che sparò si trovò con i suoi stessi occhi in mano.
Il terzo del gruppo era esperto nel combattimento col coltello, addirittura ritenuto invincibile dato che non era mai stato battuto, per cui sfidò lo sconosciuto a un combattimento con i coltelli.
Il criminale era molto abile e per un attimo sembrò avere la meglio. Poi però lo sconosciuto fece una finta in alto, per poi riabbassarsi all improvviso conficcandogli il pugnale nei testicoli fino ad arrivare alla vescica.
Il criminale rimase in piedi sbalordito poi parlò:
"Ohhh, ma come sei stato bravo! Io credevo di essere imbattibile, però ho ancora molto da imparare! Sono
contento di averti incontrato perché è un onore essere battuto da uno così abile, grazie di avermi sconfitto! Sono contento di morire per mano tua."
Lo sconosciuto stette zitto e, dopo che il criminale morì si voltò per andarsene.
"Aspetta! Fatti vedere!" Disse la ragazza.
"Non posso farlo adesso, comunque spero di rivederti."
Per terra, col sangue dei criminali c’era scritto SPETTERS INCUBO ROSSO
| Iscriviti al club |