ISTIRZI,
AVVENTURE DI UN PELATO
racconto
di
Daniele
Orlandini
1978: Era un sabato mattina estivo. Alla fabbrica c’era rimasta poca gente a lavorare perché era periodo di ferie. La gente normale infatti andava andare o al mare o comunque a fare le cose che gli piacevano. Il lavoro per i più era un male necessario da evitare quando era possibile.
Istirzi invece la pensava diversamente, lui amava il suo lavoro in officina ai torni, lo considerava
Un dono di Dio, un opportunità di essere utili alla società.
Quella mattina avrebbe avuto appuntamento al mare con una bionda mozzafiato, ma nonostante
Ciò non rinunciò ad andare al lavoro quando gli venne chiesto la sera prima.
Lavorava velocemente e bene, era amato sia dai colleghi, per la sua generosità e il suo altruismo, che dai datori di lavoro per il suo impegno e la sua capacità lavorativa.
La mattinata era quasi finita quando il suo datore di lavoro si avvicinò a lui. Poi si mise a gironzolare camminando avanti e indietro, e guardandolo, come se avesse da chiedergli qualcosa
Ma si peritasse.
Istirzi lo guardò dritto negli occhi come invitandolo a parlare senza problemi.
Faticosamente egli parlò: "Senti Istirzi, ho avuto una telefonata… so che non ho nessun diritto
Di chiedertelo…. "
" Domandare è lecito, rispondere è cortesia, parla pure."
"No, vedi il fatto è questo: la maggior parte degli operai, praticamente tutti, sono in ferie. A
parte questo non mi fido di loro, infatti pensano a tutto fuorché a quello che fanno. No, solo
di te mi fido per questo lavoro di precisione. Nemmeno io sono in grado di eseguirlo come
te. La ditta stava per chiudere, non avevamo più ordinativi e ora grazie alla tua abilità siamo
sulla cresta dell’onda, però l’altra faccia della medaglia è che siamo sommersi di lavoro.
Infatti arrivano sempre alti ordinativi e ora mi è giunta la richiesta di altri 300 pezzi. Si tratta
Di un cliente che può darmi l’opportunità di ingrandire per cui sarebbe bene farglieli.
Dovresti venire al lavoro anche stasera e magari domattina."
"Si! Finirò il lavoro stasera, anche a costo di fare tardi, ma domattina assolutamente no, devo
andare in chiesa, inoltre le sacre scritture proibiscono di lavorare perché è il giorno del Signore,
e se io devo a te la mia lealtà, soprattutto però c’è lui." Disse serenamente Istirzi.
Uscì per andare a pranzo. Per strada incontrò Luca, suo collega di lavoro e amico.
" Istirzi! Ciao! Beat te che scopi la biondina."
" Non intendevo affatto scoparmela, solo conoscerla meglio. Però non stasera perché devo lavorare,
c’è un lavoro urgente che….."
"cosa? Non avevano il diritto di chiedertelo! Dovresti essere già in ferie, lo sai? E poi scusa! Rinunciare alla compagnia di una così bella bionda… quella è pazza di te! Scopatela che ogni lasciata è persa!"
"Sai bene che non è nella mia natura approfittarmi. Io cerco solo una ragazza per farmi una famiglia. Non voglio sprecare i doni che Dio mi ha dato in futili divertimenti. E poi se tutti
se ne fregassero della ditta, poi ci sarebbe meno lavoro e si starebbe peggio tutti."
" Perché devi essere così? Capisco che vuoi aiutare il mondo, ma ricordati che a volte il mondo è ingrato."
Lavorò fino a tarda sera poi tornò a casa. Tutte le ragazze che incontrava lo guardavano e lo salutavano. Era un bel ragazzo, alto un metro e ottanta, bel fisico, bel viso. Ma il suo punto forte erano i capelli. Tanti bellissimi capelli ben curati, lunghi castani e riccioluti.
Arrivato a casa, prima di mangiare si mise a fare un po’ di sollevamento pesi. Sua madre lo
Guardava preoccupata.
"Vieni a mangiare dai! Tanto piaci lo stesso alle ragazze, non ti devi fissare con l’allenamento."
"Ti sbagli mamma! Non mi interessa piacere o non piacere, ma mentre ero al lavoro ho ascoltato il
giornale radio. Il crimine aumenta sempre più, la violenza dilaga. Se non ci prepariamo molta gente
potrebbe soffrire. Io mi alleno per essere sempre in forma in modo da aiutare meglio gli altri."
"Dai già molto! Non puoi reggere il peso del mondo."
"Non posso esimermi dal farlo invece! Gesù ci ha dato un esempio morendo in croce per noi ed io non voglio essere da meno."
"Dai già molti soldi di quelli che guadagni in beneficenza."
"E allora? C’è gente che muore di fame. Io già mi sento in colpa perché mangio troppo, però purtroppo devo tenermi in forma per essere in grado di aiutare meglio. Non preoccuparti mamma!
Io non metto da parte i soldi perché ho fede in Dio! So che lui non mi farà mancare nulla, anzi!
Mi darà anche il sovrappiù!"
Domenica mattina: In chiesa Istirzi ascoltò volentieri il messaggio del prete. Molte ragazze invece
Guardavano lui senza preoccuparsi del sermone infatti erano andate in chiesa solo per vederlo.
Lui però, come incantato dal sermone non ci faceva caso. Era un messaggio di amore, di fratellanza,
di speranza, di pace. Istirzi decise di rimanere anche per la messa dopo per assorbire meglio le
bellissime parole del prete.
Ferie: Istirzi si recò sulla spiaggia per la prima volta, deciso a rilassarsi un po’. Era il primo giorno
Di libertà per lui. Però proprio appena era arrivato e stava per distendersi, una donna lo raggiunse.
" Ti prego! Aiutami! Hai già affrontato il male! Da solo e con i ragazzi della Squadra Avventura!
Aiuta Katia mia figlia! Ti prego! E’ stata rapita da un pazzo che minaccia di ridarmela un pezzo per volta! La polizia brancola nel buio! Sei la mia sola speranza!"
Istirzi aveva già avuto a che fare con balordi e maniaci. Di tanto in tanto militava nella famosa Squadra Avventura, un gruppo di avventurieri dalle capacità molteplici dediti a combattere il male.
Katia era stata rapita da un certo Marco, un maniaco grasso e calvo evaso dal manicomio. Si divertiva a fare a pezzi le donne in un covo sconosciuto a tutti.
"I ragazzi in questo momento sono fuori, in missione. Io però sono sempre stato un buon detective, troverò sua figlia, stia tranquilla."
"Ha solo 17 anni! Uccidi il mostro che l’ha rapita!"
"Come può dire questo? Non si può giudicare perché solo Dio può farlo! E’ un uomo anche lui, un nostro fratello. Bisogna amarsi l’uno con l’altro e non desiderare l a morte di nessuno. Non saremmo meglio di lui altrimenti."
"E’ un sadico! Un mostro!"
"Era in manicomio, non in prigione! Questo vuol dire che è un uomo malato, uno che ha bisogno d’aiuto, nostro e di Dio."
"Vuoi andare assieme alla polizia?"
"Meglio di no, ma manda loro un messaggio quando ti telefonerò."
Istirzi si mise al lavoro, rassegnato di dover rimandare la vacanza, ma felice di poter aiutare chi era nel bisogno. Comunque almeno per il momento era meglio evitare la polizia.
Non era che non si fidasse della polizia. Però doveva comunque tener conto del fatto che per certe cose lui era il più adatto. Aveva dedicato la vita a prepararsi e allenarsi per puro altruismo. Era pronto a dare la vita se necessario mentre tra i poliziotti potevano esserci degli inetti che avrebbero
Messo la ragazza inutilmente in pericolo.
Indagando ,studiando le tracce e gli indizi intuì dove poteva trovarsi la ragazza. Prima di andarci telefonò alla donna dandole l’informazione e dicendole di mandare la polizia mezzora dopo.
Era una vecchia casa abbandonata vicino ad una spiaggia abbandonata. Davanti ad essa c’erano due
Uomini armati. Bisognava metterli fuori gioco, ma senza ucciderli.
Silenziosamente Istirzi piombò in mezzo a loro stordendone uno con un colpo preciso e narcotizzando l’altro. Li legò bene poi entrò di scatto. Un uomo si avvicinò a lui con una pistola.
Quello non era possibile fermarlo senza rischiare di ucciderlo. Gli lanciò il pugnale sperando di ferirlo soltanto. L’uomo cadde col pugnale piantato nel petto . Prontamente Istirzi gli tolse la pistola e gli tamponò alla meglio la ferita. Silenziosamente corse al piano di sopra e sulla balconata un energumeno con un ascia tentò di accopparlo. Istirzi si abbassò e lo spinse di sotto . Non poteva perdere tempo a vedere come stava perché Marco poteva aver sentito il tonfo. Udendo dei
Gemiti provenire da una stanza con la porta chiusa, senza perdere tempo la sfondò.
Vide la ragazza nuda e legata al letto e Marco intento a frustarla.
"Marco fermati! Sei ancora in tempo!"
"Ti ucciderò!" Disse prendendo un mitra e iniziando a sparare.
Istirzi non ebbe altra scelta: si abbassò e rispose al fuoco. Colpì Marco con 5 colpi al petto cercando di non colpirlo al cuore. Marco indietreggiò spinto dagli spari, poi cadde in avanti. Prontamente Istirzi corse da lui per medicarlo.
" Coraggio amico! Tieni duro! Arriverà un ambulanza!"
"Crepa!"
"Perché? Perché fai queste cose? Sei un essere umano come me."
"Come te? Questa è bella! Per te è facile la vita! Ma da quando sono diventato grasso e pelato la mia fidanzata mi ha lasciato. Non avevo fatto nulla di male, amavo Carla! Lei però iniziò ad uscire da sola e poi frequentava ragazzi meglio di me. Poi mi lasciò e io a causa del mio aspetto non trovavo più nulla."
"Non avresti dovuto lo stesso fare ciò. Sicuramente te lo sarai meritato! Dio certamente non ti
avrebbe reso calvo senza motivo. Invece di ribellarti a lui dovevi pregarlo e lui ti avrebbe aiutato. Anche ora può farlo!"
"Ma che stronzate dici? Ti sei bevuto il cervello ragazzo!.
Istirzi a quel discorso fu come se avesse preso una coltellata. Non riusciva infatti a capire come la gente potesse perdere la fiducia in Dio, un essere che ci ama e può fare tutto.
Arrivò l’ambulanza e la polizia assieme alla madre della ragazza in lacrime.
"Ah! Quel figlio di puttana! Non potevi sparargli in un organo più vitale? Ora c’è il rischio che sopravviva e che venga dichiarato incapace di intendere e di volere." Disse un poliziotto.
"Lui non deve essere messo in prigione ma curato! Ha bisogno di cure psichiatriche e dell’aiuto di Dio. Credetemi, può essere ancora recuperato." Disse Istirzi.
"Grazie per aver salvato mia figlia! Quanto vuoi? Un milione? Venti milioni?"
"La mia ricompensa è vedere sua figlia sana e salva, se proprio vuole rendermi ancora più soddisfatto dia i soldi in beneficenza e ringrazi Dio, non me." Disse Istirzi.
Il giorno dopo a pranzo suo padre imprecava e si lamentava in continuazione.
" Papà che ti succede oggi?" chiese Istirzi
" Maledetto governo! Hanno sbagliato loro e devo pagare io! Bastardi! Dieci milioni al vento!"
" Se ritengono che devi pagare vuol dire che è giusto. Stai tranquillo! Non sono buttati al vento. Quei soldi verranno spesi per il benessere di tutti, quindi anche per il tuo."
Suo padre borbottò chiedendosi mentalmente cosa aveva fatto di male per avere un figlio tanto ingenuo.
Sabato sera: prima di andare in discoteca Istirzi si pettinava i suoi bellissimi capelli e si guardave allo specchio soddisfatto sicuro di piacere. Infatti appena arrivò in discoteca le sue sempre più numerose ammiratrici gli furono intorno ad accarezzarli i suoi bei capelli. Dentro di sé ringraziò il Signore per avergli dato tanta immeritata grazia.
1989:
Istirzi si stava pettinando. Erano sempre di più i capelli che rimanevano attaccati al pettine. Anche la mattina ne lasciava tantissimi sul cuscino e se avesse continuato di questo passo Istirzi dai bei capelli sarebbe appartenuto presto al passato.
"Madonna puttana! Guarda che bei capelli avevo e li vado a perdere! Come faccio? Pelato poi sono
brutto mamma!" Si tirò indietro i capelli con le mani per simulare una testa pelata " Guarda qui come sono brutto!"
"Stai calmo! Perderai ancora più capelli se ti arrabbi!"
"Ma come stai calmo!!!! Guarda che mucchi sul lavandino! Ma perché proprio a me che avevo tanti bellissimi capelli! " Disse singhiozzando e piangendo.
"Ma come proprio a te! Ce ne sono tanti di pelati! Non mi sembra il caso di farne un dramma!"
"Mamma levati di torno! Se perdo i capelli non esco più di casa! Tanto non mi guarderebbe più nessuno. Lascio anche la mia fidanzata, tanto mi vuole solo perché ama toccare i miei capelli!
Me lo aveva anche detto! Pelato certo non gli interesso. Bisogna fare qualcosa per fermare la caduta! Non importa se quelli che ho perso ricresceranno, ma bisogna fermare la caduta."
"Non dire stupidaggini! Lei ti vuole solo per la persona che sei, non per i capelli."
"Madonna puttanaaaaa!!! Non è vero! Lei mi ha sempre detto che la gente spelacchiata o con la chiazzettina sulla testa gli fa schifo! Mi ammazzo se perdo ancora i capelli Madonna troia!"
"Ma cosa dici? Anche il nostro vicino è pelato! E guarda che bella ragazza si è trovato anche se ha la testina bella monda! Non si prende un ragazzo solo per i capelli stai tranquillo!"
Istirzi stava per replicare ma in quel momento suonò il campanello. Era arrivata la sua fidanzata.
Lui tentò di mascherare il suo malumore riuscendo però solo in parte.
"Che hai? Mi sembri un po’ giù o sbaglio?" Disse la fidanzata.
" Che dici? Sono molto felice dato che uscirò con la mia ragazza preferita."
Uscirono con la macchina di lui andando verso una zona balneare.
Si fermarono davanti a una pineta. Siccome era molto caldo Istirzi teneva il finestrino aperto.
Il vento però gli scompigliò la capigliatura. Patrizia per un attimo notò qualcosa di strano, ma poi,
data l’impossibilità di cosa gli era parso di vedere non registrò neanche il pensiero.
Istirzi con cura si pettinò e Patrizia , siccome aveva preso anche lei la ventata gli chiese la spazzola.
Fu allora che notò sopra di essa un notevole quantitativo di capelli. Istirzi la ripuliva sempre, quelli
Erano capelli persi sul momento.
"Istirzi! Guarda qui! Ma tu perdi i capelli?"
"Si! Ora sai com’è! E’ il periodo che si perdono! Ho anche un po’ di seborrea."
"Mi dispiace! Guarda di curarti con qualche lozione prima che la cosa si aggravi!"
"Stai tranquilla! Non è niente! Comunque mi farò vedere! Al limite per rinforzarli mi raso a zero."
"Noooooo! Accidenti a te! Che schifo! Non lo fare! Non ti azzardare o ti ammazzo!"
A quelle parole Istirzi fu preso da un gran panico ma tentò di mantenere la calma.
"Dai! Scherzavo! Non sarà necessario un rimedio così radicale perché non è nulla di grave."
Patrizia però continuava a guardarlo sulla testa e gli tornò in mente il pensiero che prima non aveva registrato. Provò a spostargli i capelli e il suo pensiero trovò conferma.
Istirzi si sentiva terribilmente a disagio ed era sbiancato.
"Caro mio! Prima non volevo crederci, pensavo di aver avuto un abbaglio per via del sole, ma ora ho visto bene. Vedi qui? Ci sono meno capelli! E qui? Sei stempiato! Ti nascondevi le chiazze sotto i riccioli? I tuoi capelli si sono notevolmente diradati! Te lo dico senza mezzi termini, spelacchiato non mi piaci davvero. "
"Ma che dici? Una persona conta per quello che è, non certo per i capelli."
" Guarda che non sei mica nulla di eccezionale. Sei un comune operaio , belloccio si, ma non bellissimo. Tutto il tuo fascino proveniva dai tuoi bei capelli voluminosi."
"Va bene! Cercherò di curarmi, domani vado dal dermatologo."
"A me stava dietro un ragazzo brutto e ricco ma ho preferito te perché mi piacevi. A quanto pare dovevo scegliere diversamente, lui infatti è ancora ricco."
"Ve bene! Non baderò a spese, ma ora vieni, andiamo a fare una passeggiata.
Lei però continuava a guardarlo sulla testa notando sempre più chiazze. Ebbe la grande paura che dal capellone che era diventasse l’uomo più pelato del mondo. Lei che si vantava tanto con le sue amiche dei capelli del suo ragazzo e le prendeva in giro quando vedeva i loro fidanzati con meno capelli. Istirzi non sapeva nulla ma lei aveva chiamato prima delle sue cugine siciliane che si trovavano in toscana in vacanza assieme ai loro fidanzati. Voleva far vedere a loro che bel ragazzo con tanti capelli aveva trovato, era una vita che non le vedeva anche se per telefono parlavano spesso. Loro si erano mostrate scettiche quando lei diceva quanto era bello Istirzi e voleva farle
Ricredere. Ma se gli vedevano le chiazze era la fine. In lontananza gli parve di vederle assieme a
Due bellissimi ragazzi alti, muscolosi e con la chioma fluente. E lei si trovava con uno spelacchiato.
Che figura ci avrebbe fatto?
"Non ho più voglia di passeggiare Istirzi,, portami a casa."
"Ma come? Non siamo ancora scesi e…."
"Portami a casa testa di cazzo o ci vado da sola a piedi!"
Per strada lei non disse una parola e quando arrivarono si rifiutò perfino di baciarlo.
"Ciao Patrizia ! Ti chiamo! "Disse Istirzi sforzandosi di essere tranquillo.
Lei si girò di scatto guardandolo con odio. "Ti chiamo io, non chiamarmi."
Nei giorni che seguirono la fidanzata non lo chiamava più. Lui sapeva benissimo perché, ma si rifiutava di accettarlo , dopotutto non lo aveva mica lasciato. Decise quindi di telefonarle.
Gli rispose una voce fredda:"cosa vuoi? Perché mi hai chiamato?"
"Scusa tanto! Ma dovremmo uscire insieme ogni tanto visto che siamo fidanzati."
" Si è vero! Non ci pensavo più."
Istirzi rimase interdetto a quelle parole: "cosa dici Patrizia?"
"No niente! Scherzavo! No il fatto è che non mi sento bene. Vai pure in giro con gli amici se vuoi , non voglio obbligarti a stare in casa. Ho dei gravi problemi e vorrei avere un po’ di tempo per risolverli."- Disse Patrizia in modo forzato.
"Puoi sempre contare su di me."
"Noo! Mi pare che abbia già dei problemi da risolvere per conto tuo ciao!" Disse riattaccando.
Illudendosi a fatica che fosse caduta la linea Istirzi la richiamò.
"Scusa cara, devo dirti ancora che….."
"Senti ho da fare! Non chiamare più! Ti chiamerò io quando potremo uscire." Disse seccata.
Ma passarono settimane e lei non lo chiamava. Istirzi allora decise di andare con un suo amico a farsi un panino. Mentre mangiavano gli raccontò di Patrizia e lui gli consigliò di cercarla.
"Ma ha detto che chiamava lei!"
"Certo! Probabilmente avrà dei problemi! Vedrai che se la aiuterai ti amerà ancora di più. Probabilmente si perita a chiederti aiuto perché teme che tu glielo rinfacci in futuro."
"Hai ragione! Domani andrò a trovarla." Disse Istirzi con rinnovata fiducia.
Verso le tre di notte decisero di tornare a casa. Istirzi era euforico, rincuorato dalle parole di Graziano. Mentre tornavano passarono davanti a una discoteca e Istirzi si fermò.
"Perché ti fermi?" Disse Graziano.
"Quella è la macchina di Patrizia." Disse Istirzi con voce atona.
"Ma che dici? Sarà simile, ma certo non sarà la sua." Disse Graziano.
"E’ la sua! Riconosco il cagnolino di peluche."
"Forse l’avrà prestata a qualche sua amica."
"C’è un solo modo per scoprirlo." Disse Istirzi Guardando Graziano il quale capì benissimo.
Aspettarono fuori e quando la discoteca chiuse vide Patrizia uscire abbracciata con un ragazzo alto, biondo muscoloso, con la capigliatura folta e chiaramente molto più giovane di lei. Lui le toccava
I seni e il sedere e la baciava sulla bocca. Patrizia era al settimo cielo e dopo averlo salutato si
Diresse tutta sorridente alla macchina.
Con sua grande sorpresa e disappunto trovò Istirzi che l’aspettava con la mano appoggiata sulla sua macchina.
"Cazzo! Ma perché non si leva dai coglioni quel rincoglionito."Borbottò sottovoce (non troppo)
"Bene! Non hai voglia di uscire con me però con gli altri si. MI hai mentito e io scemo…"
"Non è vero! Sono stata sempre sincera con te!"
" Bene allora parliamo!"
"No! Ora ne ho abbastanza! Me ne vado!" Disse salendo in fretta sulla macchina.
Partì velocemente senza curarsi di dove fosse Istirzi e rischiando un incidente con altre macchine.
Lui, implacabile salì sulla sua macchina e la inseguiva. Patrizia, vedendo il volto di Istirzi nello
Specchietto accelerò al massimo. Lei che era al settimo cielo per aver trovato un ragazzo bellissimo, se vedeva rovinare la serata da Istirzi. Lo odiò a morte in quel momento.
Lui non mollava ma andava a tavoletta per non perderla di vista. Arrivati al semaforo rosso Istirzi
Scese per parlarle ma lei passò col rosso, causando un incidente fra due grossi camion che per evitarla si scontrarono. Lei andò via senza fermarsi. Istirzi invece tornò indietro mogio.
"Troia! Al diavolo! Se mi ricercherà non la vorrò più!"
Però l’esperienza negativa ormai lo aveva segnato. Aveva sempre creduto nella giustizia e nel bene. Aveva sempre dato tutto se stesso per gli altri, ed ecco come veniva ripagato. Aveva capito che una persone deve pensare solo a divertirsi quando è il tempo ma ormai era tardi. Il tempo non glielo avrebbe ridato più nessuno. Quando uno è piccolo pensa sempre che ci sia una ricompensa al bene, anche perché i preti si mettono di impegno per farlo credere. Invece è tutta una presa in giro.
Istirzi aveva deciso di evitare che anche altri cadessero nel suo errore e andò a dare fuoco alla chiesa del suo paese.
Il prete assieme alla sorella, vedendo il fumo si svegliarono e volevano uscire dalla casa attaccata alla chiesa ma trovarono Istirzi a sbarrargli la strada.
"Fammi uscire di qui!" Disse la sorella del prete.
"Zitta vecchiaccia troia!" Disse Istirzi gettandola tra le fiamme.
"In nome di dio! Fermati!"
"Zitto prete! E brucia con me!"
"Perché! In nome di Dio!"
"Tu racconti un sacco di balle e io ci ho rimesso. Se invece di darmi tanto da fare per gli altri avessi pensato ad arricchirmi avrei, con delle costose cure evitato di perdere i capelli. Ma non ho un soldo perché il governino ladro mi prende tutto ciò che guadagno in tasse lasciandomi il minimo indispensabile per mangiare. Non mi passano nessuna cura per i capelli! Nessuna ricompensa per ciò che ho fatto ne dallo stato ne da Dio! Perciò resteremo qui a bruciare assieme alla tua falsa religione! Dio è una balla inventata dai nostri governanti per tenerci buoni! Dio va distrutto assieme ad ogni altra falsità ! Bisogna distruggere la falsa religione ed io inizierò col distruggere te."
La loro conversazione venne interrotta dai volontari della misericordia e del P.I.A(Pronto
Intervento Adventures) arrivati per spegnere l’incendio e soccorrere i feriti. Billi Del P:I:A
Si era gettato per salvare qualcuno e vide Istirzi che reggeva il prete. Chiamo subito gli altri.
"Istirzi! Lascialo andare!"
"Senti Billi, abbiamo combattuto molte volte il male assieme e ora devo dirti qualcosa di importante. Tutto quello che crediamo è falso! I preti diffondono falsità nel mondo. Bisogna eliminarli tutti!Io mi voglio suicidare perché a causa loro la vita non ha più alcuna felicità da offrirmi, però posso almeno fare in modo che altri siano salvi, almeno il prete deve morire a testimonianza del male che rappresenta. Dio è una montatura."
"Non fare pazzie! Anche se fosse vero non puoi fare ciò! Ormai non possiamo più tornare indietro."
"Noo! Non l’accetto! Io sono stato ingannato e qualcuno deve pagare."
Non avendo altra scelta, i volontari spararono a Istirzi ferendolo e salvarono sia lui che il prete e la sorella i quali erano un po’ ustionati ma vivi.
Istirzi era cosciente mentre lo portavano via.
"Avete fatto bene a salvarmi! Una volta guarito non tenterò più il suicidio ma dedicherò la vita a sterminare preti e ministri!" Disse Istirzi.
L’ambulanza si allontanò e i membri del P.I.A fecero altrettanto. Billi era deluso. Molte volte aveva combattuto fianco a fianco con Istirzi e ora era impazzito. Cosa gli era successo? Cosa la aveva fatto cambiare così tanto? Egli era dispiaciuto. Dispiaciuto ma anche preoccupato infatti aveva la sensazione che non era l’ultima volta che avrebbero parlato di lui.
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